Press Kit

Con le scudisciate sadiche di ‘‘Thundergods’‘ dei bolognesi CRYING STEEL, siamo dirottati su altri binari, privilegianti l'emozione selvaggia, ma pilotata con maestria stilistica dal pirotecnico solismo di Simon, stimolatore di climi torridi, e dai contorsionismi effettistici della voce di Luca, acuta priva di forzature. L'impatto è enorme, fatico ad immaginare dissensi a riguardo.

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Alle  22.35   salgono sul palco i Crying Steel, anch’essi storica band bolognese. I ragazzi, che hanno celebrato da poco il loro trentacinquesimo anno di attività, sono sempre una certezza assoluta.  Il loro show è sempre di grande impatto sonoro e scenico.  La line-up comprende  Alessandro “Ramon” Sonato alla voce, Franco Nipoti alla chitarra, Angelo Franchini al basso, Luigi “JJ” Frati alla chitarra, e Luca Ferri alla batteria.  Sono dei giganti del palco, e lo infiammano con “Defender”, “ Shut Down”, “Raptor”, “No One's Crying”,  “Heavens of Rock”, “Looking at”,  “Running Like a Wolf” e “ Rocking Train”.

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Tocca ad un ' altra band storica bolognese l ' onere di chiudere prestigiosamente questo Full Metal Fest nel migliore dei modi , i Crying Steel capitanati dal fondatore bassista Angelo Franchini . E come ci sono riusciti ! Ci hanno letteralmente preso a schiaffi e non era assolutamente un compito semplice , data la tarda ora che si stava profilando , e il fatto che avevamo tutti accumulato in corpo ore di stanchezza sommati a qualche litro di birra e vino . Ma i CS conoscono bene i loro polli e sanno come farli saltare ! Un classico come " Raptor" ha scaldato subito il motore mandandolo su di giri e dimostrando che erano tutti in palla e sufficientemente ispirati per far saltare ancora tutti ! Il nuovo innesto alla voce , presentato da Franco Nipoti ieri sera, tale Mirko e' un giovane dotato e di buone speranze , che speriamo possa far trovare " pace" finalmente dietro al microfono dei bolognesi dopo un sacco di cambi in questi ultimi anni . Personalmente io spero sempre in un miracoloso rientro del primo storico vocalist Luca Bonzagni , che a mio parere resta insostituibile senza nulla togliere a chi l ha e lo sta sostituendo . Farei una citazione particolare al carisma di Franco Nipoti , che mi ha sempre entusiasmato per questo suo stile di stare sul palco , equamente diviso tra il precisino e il " folle" :) Scaletta ben equilibrata e concerto assolutamente sopra le righe , da band consumata e prestigiosa quali sono ! Applausi ! Crying Steel .. Raptor !!!

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C’è un motivo se i ritornelli di canzoni come “Running Like a Wolf” dall’E.P. “Crying Steel” del 1985, e “No One’s Crying” dall’L.P. “On The Prowl” del 1987, si sono stampati a forza nella mia mente molti anni fa e da lì non se ne sono più andati. Il motivo è che quei ritornelli e i relativi brani funzionano: erano e rimangono tuttora sinonimo di un Heavy Metal puro, diretto e libero. Ho avuto la fortuna di vedere i Crying Steel nel 1987 di supporto a Paul Chain e, pur ricordando poco di quella serata in generale, ho comunque in mente la buona impressione che mi fece la band dal vivo con un Alberto Simonini che, se non erro, scese a suonare in mezzo al pubblico e un Luca Bonzagni degno emulo di Rob Halford (innegabile l’influenza del Metal God nel cantato e nel look).

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Dalle band emergenti si passa a una vera e propria icona, loro sono i mitici CRYING STEEL che dalla nascita nel 1981 ad oggi sono tra i maggiori esponenti della New Wave Of Italian Heavy Metal (NWOIHM). L’affluenza nella platea aumenta, le luci si spengono e i nostri entrano in scena sulle note di “Defender” mettendo subito in chiaro chi comanda. Purtroppo salta subito all’occhio la mancanza del nuovo frontman Ramon, sostituito temporaneamente dall’ex cantante dei Rain. Ovviamente non è un buon motivo per perdersi d’animo,e grintosi più che mai prendono il sopravvento con un sound micidiale. Dalla nascita a oggi ci sono stati diversi cambi di formazione, Franco e Luca sono i pilastri storici, ma la band ha tra loro una forte sinergia, che gli permette di tenere il palco con grande destrezza esaltando i fans che rispondono con entusiasmo.

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Entrano ora in scena i Judas Priest… ehmm… scusate, ma chiudendo gli occhi è questa la sensazione che si prova ascoltando la musica che arriva dal palco. In realtà ora è il turno dei Crying Steel, storica band nostrana attiva sin dai primi anni ’80. Non sarò qui ad elencarvi le qualità della band, letale come al solito con brani come l’inziale “Defender” o la coinvolgente “Raptor”, con i riff micidiali delle chitarre di Franco Nipoti e JJ Frati che preparano quelle solide basi su cui Ramon Sonato può far sfoggio delle sue notevoli doti canore: stratosferico.

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Torniamo in Italia con i prossimi ospiti che saliranno sul palco: i Crying Steel, storica band formatasi negli anni 80 e che tra una pausa di riflessione e l'altra e' tornata prepotentemente a calcare le scene. Ho avuto modo di vederli spesso e volentieri dal vivo negli ultimi anni (anche se la prima volta fu nel 1986 a Bologna in un mini-festival con Motörhead e Twisted Sister) e non hanno mai deluso le aspettative, grazie anche alla loro ormai trentennale esperienza e consci di avere nelle proprie fila uno dei migliori cantanti nel panorama metal nostrano: Ramon Sonato.

Let's go back to Italy with the next guests who will take the stage: Crying Steel, historical band formed in the 80s and that between a pause for reflection and the other is a stunning comeback to the stage. I got to see them more often live in recent years (although the first time was in 1986 in Bologna in a mini-festival with Motorhead and Twisted Sister) and have never lived up to expectations, thanks to their thirty-year experience and conscious of having in its ranks one of the best singers in the metal scene nostrano: Ramon Sonato........

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Originally formed in Bologna, Italy back in 1982, Crying Steel are back with only their third full album. Their first (and indeed the first ever Italian Metal record to be released) was 1987's 'On The Prowl'. The band split in 1992 and then reformed again in 2003 releasing their second album 'The Steel Is Back' four years later. A further six years passed and the band has now released their third, the wonderfully titled 'Time Stands Steel'........

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Time Stands Steel, Recensione Album

Per quei pochi che ancora non li conoscono, i Crying Steel sono una delle leggende del metallo italiano, attivi nel corso di tutti gli anni '80 e autori di un disco oggi quotatissimo come On the Prowl, del 1987. Tornati in pista dopo piu' di un decennio di pausa, nel 2006 danno alle stampe l'ottimo The Steel is back!  poi altri problemi di line-up rallentano nuovamente le loro attivita', e quindi devono passare addirittura sette anni perche' il terzo full-lenght, che qui oggi recensiamo, venga alla luce. Nonostante il lungo silenzio discografico, siamo per fortuna di fronte a un album spontaneo, frizzante e ultraclassicista, con pezzi di quattro minuti di media che si susseguono uno dopo l'altro con tanta energia  e altrettanta passione.....

For those few who still do not know them , Crying Steel is one of the legends of the  Italian metal, active during the 80s and the authors of a disk today as quotatissimo On the Prowl , 1987. Back on track after more than a decade break, damage to the press in 2006 the excellent The Steel is back! then other problems in the line- up again slow down their activities  , and then have to spend even seven years cause the third full-length album , which we review here today , come to light. Despite the long recording silence , we are fortunately in front of an album spontaneous , bubbly and ultraclassicista , with pieces of four minutes of media that follow one after the other with just as much energy and passion....

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Time Stands Steel, Recensione Album

La dimostrazione che la perseveranza, unita ad un po' di fiducia, paga.I Bolognesi Crying Steel non si sarebbero mai aspettati un percorso simile quando nei primi anni '80 incidevano i loro demo; un album, carico di attese ed aspettative nell'87 (On The Prowl), comunque preceduto da un EP omonimo due anni prima. Poi lo stato criogenico fino al nuovo millennio, precisamente quando My Graveyard Productions lasciava esplodere in tutti gli stereo italiani il comeback The Steel Is Back.....

The proof that perseverance, combined with a little confidence, paga.Crying Steel would never have expected a similar path in the early '80s when they carve the demo, an album, full of expectations and expectations in '87 (On The Prowl), however, preceded by a self-titled EP two years earlier. Then cryogenic state until the new millennium, precisely when My Graveyard Productions let explode in all Italians stereo comeback The Steel Is Back....

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Time Stands Steel, Recensione Album

La storia dell'heavy metal italico pullula letteralmente di band che, se fossero nate altrove e senza voler necessariamente sostenere che sarebbero diventate dei fenomeni di levatura mondiale, avrebbero probabilmente avuto una carriera comunque differente. Alcune di queste sono rimaste impresse nella memoria di pochi sopravvissuti dell'epoca o di ancor piu' rari studiosi della stessa, mentre altre sono assurte al rango di cult band. Tra queste ultime e' senza dubbio possibile considerare i Bolognesi Crying Steel. Nati a seguito dello split dei Wurdalak, si fecero notare per una demo dal sound priestiano e per l'ugola di Luca Bonzagni, degno emulo di Halford....

The history of heavy metal Italic literally swarms of bands that , if they were born elsewhere and without wishing to necessarily claim that phenomena would become world-class , they would have probably had a different career anyway . Some of these have remained in the memory of the few survivors of the time or even more ' rare scholars of the same , while others are assurte to the status of cult band . Among the latter , and ' undoubtedly possible to consider  Crying Steel . Born as a result of the split of Wurdalak , came out for a demo from the priest sound  and Luce Bonzagni , worthy imitator of Halford ....

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Time Stands Steel, Recensione Album

I Crying Steel, nonostante la dipartita del chitarrista Alberto Simonini e, dell'ugola particolare e riconoscibile dello screamer Luca Bonzagni, all'indomani dell'uscita di The Steel Is Back! , non si sono persi d'animo, infiammati dalla sacra passione per l'Heavy piu' tradizionale, assoldando due nuovi compagni d'avventura. Ormai quindi, sono quattro anni abbondanti che Massimiliano "Max" Magagni e Stefano Palmonari, accompagnano i superstiti dell'Acciaio Piangente sulle assi dei palchi, per delle scorribande che lasciano sempre il segno, grazie ad una carica adrenalinica davvero invidiabile, che rende il quintetto bolognese uno degli evergreen della scena dura italiana....

Crying Steel, despite the departure of guitarist Alberto Simonini and uvula particular and recognizable of screamer Luca Bonzaghi, following the release of The Steel Is Back! , Do not lose heart, inflamed with holy passion for the Heavy more 'traditional hiring two new companions in adventure. Now then, there are four full years that Max Magagni and Stefano Palmonari accompany survivors Steel Weeping on the boards of the boxes for the raids which always leave their mark, thanks to a really enviable charge adrenaline, which makes the quintet Bologna one of the evergreen Italian scene lasts.....

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Time Stands Steel, Recensione Album

Sometime back in 1982 Crying Steel were born in Italy. As a band of their time they were into heavy metal no bullshit  just heavy metal folks. After several demos and an EP, the band managed to release its debut album, "On the Prowl" in 1987. Unfortunately, in 1990 they broke-up till 2003 when they took shape again. In 2007, they released their comeback album "The Steel is Back!". After that, one guitarist and the vocalist left the band due to musical differences and the new guitarist, Massimiliano Magagni, and the vocalist, Stefano Palmonari, came over. Now, almost 6 years later, their third full-length album is out and we've got the chance to hear both the new guitarist and vocalist......

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Time Stands Steel, Recensione Album

La riscossa dei grandi potrebbe essere il titolo appropriato per identificare al meglio il nuovo atto che i Crying Steel vanno scrivendo nella loro storia, storia che dal loro ritorno sulle scene non e' stata esente da numerosi problemi all'apparenza quasi insormontabili: l'abbandono (l'ennesimo) di Alberto Simonini prima, seguito da quello (anch'esso ennesimo) di Luca Bonzagni sono situazioni che stenderebbero anche un gigante, vista la portata carismatica e il contributo fondamentale che questi due artisti hanno impresso nella musica della band. Una band che pero' ama il gioco d'azzardo e non si lascia intimidire tanto facilmente dalle cattive situazioni e cosi', dopo aver restaurato una line-up che ha consentito di portare avanti la presenza sul fronte live....

The rescue of the great might be the appropriate title to better identify the new act that Crying Steel are writing in their history, history that their comeback is not 'been free from many problems apparently almost insurmountable: the abandonment (yet another) by Alberto Simonini first, followed by the (also yet another) by Luca Bonzaghi are situations that stenderebbero also a giant, given the scope charismatic and the fundamental contribution that these two artists have impressed in the band's music. A band but that 'loves the game of chance and not be intimidated so easily from bad situations and so', after restoring a line-up which allowed to carry on the presence on the live front..

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Time Stands Steel, Recensione Album

Time Stands Steel e' il primo album da studio dei Crying Steel con la nuova line up che comprende Stefano Palmonari dietro al microfono e Massimiliano Magagni (vecchia conoscenza dell'HM italiano gia' al servizio dei Midway negli 80s) alla chitarra.Parliamoci chiaro, non era compito facile sostituire due icone come Luca Bonzagni e Alberto Simonini ma i due musicisti chiamati a raccogliere la pesante eredita' hanno dimostrato, sia nei concerti live di rodaggio sia in questo ulteriore sigillo discografico, di essere degni sostituti.La band bolognese, ormai affiatata e compatta, continua a forgiare un Heavy Metal sound inossidabile e incontaminato in perfetta linea con gli anni '80 (ispirato a Saxon e Judas Priest tanto per citare qualche nome)avvalorato da un'ottima produzione.....

Time Stands and Steel 'first studio album of Crying Steel with the new line up that includes Stefano Palmonari behind the microphone and Massimiliano Magagni (HM Italian old acquaintance already' in the service of Midway in the 80s) to chitarra.Parliamoci clear, was no easy task to replace two icons like Luke Bonzagn and Alberto Simonini but the two musicians called to collect the heavy legacy 'have shown, both in live concerts is running into this further seal record, to be worthy sostituti. The Band from Bologna, now close and compact, continues to forge a Heavy Metal sound  steel and perfectly in line with the 80s (inspired by Saxon and Judas Priest just to mention a few) underpinned by excellent production.....

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Time Stands Steel, Recensione Album

Vent'anni, venti lunghissimi anni ci vollero affinche' i Bolognesi Crying Steel dessero un seguito al pluriosannato On the Prowl, il famoso disco dalle due pantere borchiate risalente al 1987, autentico emblema dell' Italian way of heavy metal degli Eighties. Correva l'anno 2007 e, sulla spinta delle reunion delle band storiche che attraversava lo Stivale Metallico, Alberto Simonini e i Suoi prodi sodati decisero che era tempo di dare un seguito al primo full length della Loro storia. The Steel is Back ! vide la luce per la My Graveyard Productions e incredibilmente allineo'fra i propri solchi la stessa formazione dei due decenni precedenti. Indi, oltre al succitato Simonini, Franco Nipoti alla seconda ascia, Angelo Franchini al basso, Luca Ferri alla batteria e per finire l'uomo con il cognome piu' storpiato d'Italia all'interno delle cronache siderurgiche tricolori, ossia Luca Bonzagni alla voce....

Twenty, twenty long years it took him so that the  Crying Steel gave a follow up to pluriosannato On the Prowl, the famous disc from the two panthers studded dating back to 1987, authentic emblem of the Italian way of heavy metal of the Eighties. The year was 2007, and, in the wake of the historic reunion of the band that ran through the boot Metallic, Alberto Simonini and His mighty sodati decided it was time to follow up on the first full length of their history. The Steel is Back! saw the light for My Graveyard Productions and incredibly allineo'fra their furrows the same formation of the two previous decades. Then, in addition to the above Simonini, Franco Nipoti to the second ax, Angelo Franchini on bass, Luca Ferri to the battery and to finish the man with the surname more 'mangled steel chronicles of Italy within the tricolor, namely Luca Bonzaghi...

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Time Stands Steel, Recensione Album

Non e' un mistero che i Crying Steel siano una delle mie band preferite: potete quindi comprendere con quanta apprensione attendessi l'uscita del terzo full lenght, giunto a ben sei anni da The Steel Is Back !, lavoro che segnava il ritorno su disco, e in grande stile, della band felsinea. Le aspettative riposte in questo nuovo capitolo discografico erano decisamente elevate e, anche se non nutrivo molti dubbi sul fatto che i Nostri avrebbero saputo realizzare un album all'altezza del precedente, un po' di ANSIA mi ha accompagnato nel conto alla rovescia verso l'uscita di Time Stands Steel - rilasciato a fine aprile da My Graveyard Productions - unita alla curiosita' di saggiare su disco la nuova lineup, ormai insieme da diverso tempo e rodata da un bel numero di concerti.....

It's not a mystery that Crying Steel is one of my favorite bands: you can then understand how much apprehension expected with the release of their third full length album, arrived in six years from The Steel Is Back!, Work that marked the return of disk , and in style, the Bolognese band . The expectations for this new chapter record were decidedly high and, although not harbored little doubt that Our would know to make an album at the last, a little 'ANXIETY has accompanied me in the countdown to the' Output Time Stands Steel - released in late April by My Graveyard Productions - combined with a curiosity to test disk the new lineup, now together for some time and tried and tested by a good number of concerts....

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Paper Steel (Articoli e recensioni dal mondo della carta stampata)

Rock Hard Annuario Metal 2012: Part1 - Part2

Rock Hard (recensione Time Stands Steel)

Metal Maniac (recensione Heavy Metal Night 6 - 2013)

Metal Maniac (recensione Play it Loud 2013)

Metal Maniac (recensione The Steel is Back)

Flash (recensione The Steel is Back)

Metal Maniac (studio report The Steel is Back)

 

Web Steel (Articoli e recensioni dal mondo del Web)

 

Roma Daily News (Heavy Metal Night 6 - Teramo , Recensione Concerto)

Arriva il momento degli storici Crying Steel, e qui siamo alla presenza di una pietra miliare del metal italiano degli anni '80. Si parte subito con "Defender" e il paragone con i Primal Fear (e di conseguenza con i Priest dei primi anni '80) e' d'obbligo: riff aggressivi e veloci, ma soprattutto e' impressionante la voce del neo-acquisto Ramon Sonato, grande tecnica e potenza vocale, un'estensione notevole che, posso dirlo in tutta tranquillita', non teme confronto con quella di Ralph Scheepers (singer dei Primal F.), al quale in parte anche l'aspetto fisico si avvicina (forse il tedesco e' leggermente piu' alto, ma Ramon e' giovane e deve ancora crescere).Nonostante ci siano trent'anni di carriera alle spalle, i Crying Steel danno dimostrazione di vitalita', una band senza tempo, anzi la trovo piu' matura e potente, con grande voglia di divertirsi. "Shutdown", "Raptor", "Rocking Train" stendono il pubblico in sequenza, un sound veramente micidiale: l'heavy metal, quello vero, e' vivo ed e' qui per noi.Perfetti i duelli di chitarra tra Franco Nipoti e Max Magagni come nella piu' classica tradizione Priestiana ed assolutamente impeccabile la sezione ritmica di Angelo Franchini e Luca Ferri. Potrei senz'altro affermare che l'Oscar della voce della serata lo merita senz'altro Ramon Sonato: un'esibizione perfetta. Speriamo che ci onorino di una visita anche a Roma, noi li aspettiamo

There comes a time historians Crying Steel , and here we are in the presence of a cornerstone of the Italian metal of the '80s. It starts immediately with "Defender" and the comparison with Primal Fear (and consequently with the Priest of the early '80s ) is a must: aggressive riffs and fast , but most impressive is the voice of the new signing Ramon Sonato , great technique and vocal power , an extension remarkable that , I can say with confidence, not fear comparison with that of Ralph Scheepers ( Primal singer F. ) , which in part also the physical aspect comes close (maybe the German slightly higher, but Ramon is young and still needs to grow ... ) .   Although there are thirty years of career behind him , the damage Crying Steel demonstration of vitality, a band with no time,indeed, I find it more mature and powerful , with a great desire to have fun . "Shutdown ", " Raptor" , "Rocking Train" stretch the public in sequence , a really killer sound : heavy metal, the real one, is alive and is here for us.   Perfect guitar duels between Franco Nipoti and Max Magagni as in the classic tradition and absolutely impeccable rhythm section of Angelo Franchini and Luca Ferri. I could certainly say that the Oscar of the voice of the evening is well worth Ramon Sonato : a performance perfect . We hope that we may honor of a visit to Rome , we expect them

 

Roma Daily News (Steel Night - Roma , Recensione Concerto)

E' il momento degli ospiti principali della serata, Crying Steel. Che dire? Il gruppo di Angelo Franchini e' la storia del metal italiano, una band datata 1982, una sicurezza dell'heavy/power nostrano. L'opener "Defender" fa subito capire di che pasta sono fatti, il sound tipico di matrice Priestiana, schiaccia subito come un rullo compressore il numeroso pubblico. Riff veloci e grintosi quelli del mitico chitarrista Franco Nipoti e del suo nuovo compagno d'avventura Luigi J.J. Frati (bassista nei Marconi e temporaneamente qui alla chitarra in sostituzione di Max Magagni) e brani tipo "Shutdown", "Raptor" e "Rockin Train" non fanno altro che esaltare i fan sotto il palco. Poi ancora "Kill Them All", "Let It Down" e tra le tante anche "Crying Steel", la precisione del basso di Franchini e l'energia della cronometrica batteria di Luca Ferri, sono terreno fertile sul quale gli assoli veementi di Franco trovano la loro naturale collocazione. Su tutti lui, Ramon Sonato, the voice, non ho dubbi ad affermare ancora una volta che e' una delle migliori voci dell'heavy metal mondiale e i Crying Steel ne sono consapevoli, orgogliosi di averlo nelle proprie file. Il calore, il vigore e la passione che Ramon mette nelle sue performance si respirano nella sala, anche la voglia di far partecipare i presenti e' essenziale per lo spettacolo, incita, coinvolge e infiamma il pubblico, come un vero showman sa fare. E sul finire ci regala "You've Got Another Thing Comin", un classico dei maestri Judas Priest, per farci cantare tutti insieme e la conclusiva "Thundergods" e' solo l'ultima perla di una prestazione maiuscola. Mi resta solo di unirmi ai ringraziamenti fatti giustamente a Roxx Roma, Metalfabbro, Rome By Wild e allo staff del Closer per aver organizzato un evento che ha saputo richiamare molte persone nonostante il tempo avverso, ma era un'occasione assolutamente da non perdere e senza dubbio da ripetere in futuro. (Rockberto Manenti)

 

No Respect (Time Stands Steel, Recensione Album)

Tornano a distanza di qualche anno dal pregevole "The Steel Is Back" i Bolognesi Crying Steel. Inutile mascherarsi dietro a parole di circostanza: dei Crying Steel mi fido. Appartengono alla prima generazione dell'heavy metal (italiano), oggi  "naif", l'unica depositaria di quella purezza e solarita' in musica heavy che, se non si e' ancora del tutto persa, appartiene tuttavia solo alle minoranze. Sorprende che i Crying Steel non abbiano virato minimamente dagli albori. Ancora e sempre Judas Priest sound totale, solo l'innesto alla voce di Stefano Palmonari tende a spostare il baricentro verso gli Helloween. Capiamoci: il nuovo cantante e' formidabile e consente alla band virtuosi pirotecnicismi, ma il timbro e la presenza di Luca Bonzagni  mi mancano alla lunga. Non riesco a non scriverlo. Max Magagni che sostituisce Alberto Simonini appare invece il miglior sostituto possibile sul mercato. Le canzoni ? Classici Crying Steel, c'e' tutto quello che ti aspetti e, come detto prima, sai gia' che non verrai tradito. Siamo sicuri che oggi sulle piazze del metal classico vi siano (tante) bands piu' competitive? Sara' che negli anni ho mollato la presa e di certo mi sfugge qualche nome, ma andando a campione l'impressione e' che "Time Stand Steel" dovrebbe proprio indurre (finalmente) qualche organizzatore europeo ad osare e consentire cosi' alla band di prendersi qualche (strameritata) soddisfazione live aggiuntiva. Comunque sia, The Steel  Is Back And Stands Steel. Siete menagrami in cerca di cedimenti? Prego rivolgersi altrove. Horns Up!

Crying Steel return a few years later by the remarkable " The Steel Is Back"  . Needless to hide behind words of circumstance: the Crying Steel I trust . They belong to the first generation of heavy metal ( Italian ) , today "naìf" , the only custodian of the purity and radiance ' in heavy music that , if you have not ' yet entirely lost, however, belongs only to minorities. Crying Steel surprising that they have tacked least the dawn . Again and always Judas Priest sound total , only the graft to the voice of Stefano Palmonari tends to shift the center of gravity towards Helloween . Capiamoci : the new singer and ' formidable and allows the band pirotecnicismi virtuous , but the tone and the presence of Luca Bonzagni I miss the long run . I can not not write it. Max Magagni that replaces Alberto Simonini is instead the best possible substitute on the market. The songs ? Classic Crying Steel , there is ' everything you'd expect and, as mentioned before, you already know ' that you will not be betrayed . We are confident that today the squares of the classic metal there are (many) bands more ' competitive? Sara ' who over the years have lost their grip , and certainly some name escapes me , but going to sample the impression ' that "Time Stand Steel" should induce just (finally) some European organizer to dare and so allow ' the band take some ( deserved ) additional satisfaction live . However, The Steel Is Back And Stands Steel. Are you looking for menagrami sagging ? Please go elsewhere . Horns Up!

 

Metal.it (Time Stands Steel, Recensione Album)

Con i gruppi come i Crying Steel, il rischio maggiore, per i metalofili della mia generazione, e' quello di scadere eccessivamente nel come eravamo, ricordando i tempi pionieristici di Heavy metal eruption e del primo mini Lp su Metal Eye o ancora l'emozione provata durante l'ascolto di On the prowl, dimostrazione tangibile di come la risposta italiana ai Judas Priest aveva saputo onorare tale impegnativo e gratificante appellativo senza abusarne, inserendo nella propria inossidabile lega sonora fascinose cromature melodiche. Il come-back del 2007, in formazione originale, ottimo peraltro, manifestava in maniera evidente tale pericolo, ma anche se oggi i bolognesi sono leggermente diversi negli effettivi (Luca Bonzagni e Alberto Simonini non sono piu' della partita, e questo, indipendentemente dall'imminente valutazione artistica dei sostituti, e' un rammarico per tutti i die-hard fans della band), l'arma a doppio taglio dell'effetto nostalgia e' sempre in agguato. Essere troppo critici a causa di un passato cosi' valoroso oppure, viceversa, dimostrarsi oltremodo benevoli con chi ha saputo accompagnarti cosi' opportunamente nella tua crescita metallica, sono, dunque, gli atteggiamenti che ho cercato di evitare primariamente nell'analisi di questo Time stands steel e alla luce di questa raziocinante consapevolezza, posso solo dire che botta! Rodati da un'efficace attivita' live, i nuovi Crying Steel rispettano in pieno il loro ruolo storico di protagonisti dell'italian way of heavy metal, ostentando una coesione ottimale anche con gli innesti di Magagni e Palmonari, chiamati entrambi ad un'incombenza tutt'altro che agevole. Se il primo forniva garanzie grazie all'importante curriculum,  e' soprattutto la prestazione del secondo a sorprendermi: i polmoni e i registri timbrici del nostro ossequiano con personalità i maestri dell'acuto produttivo Halford e Tate, adattandosi in maniera ugualmente efficiente pure alle sonorita' del metal melodico d'estrazione californiana, proprio alla stregua di Bonzagni nel glorioso On the prowl. In questo modo, l'albo rappresenta un'autentica delizia per gli estimatori di Judas Priest, (primi) Queensryche, Saxon, Accept e Dokken, rievocando altresi' l'indimenticata arte dei favolosi Malice, un raro caso di riuscito sodalizio tra carisma e devozione. In un panorama musicale di riferimento molto revivalistico e spesso altrettanto manieristico, anche i cliche' di Defender e l'afflato autoindulgente (e sfacciatamente Priest-iano) di Crying steel (con un apprezzatissimo cameo chitarristico del mitico Simonini, in un brano che vuole essere un inno all'integerrima e irriducibile storia del metallo italico) esibiscono classe e distinzione, assieme ad un tiro non indifferente, mentre in Shutdown Stefano si traveste da James Neal, assecondato dai suoi compagni per ratificare il legittimo possesso della celebre licenza d'uccidere losangelina, che in Lookin' @, Rockin' train, Starline e nell'adescante Beverly kills si trasforma in un ugualmente temibile lasciapassare per l'olimpo anglo-teutonico del settore, tra riff crepitanti, ritmi possenti e un cantato anthemico e propulsivo. Heavens of rock (dedicata alla memoria di Steve Lee) e le terremotanti Metal way e Black eve solcano frementi e graffianti territori class-metal, e le ultime note di merito le spendiamo per la suggestiva costruzione armonica di Riding e per l'impatto di No slip, in cui si percepisce piu' nettamente l'influsso del miglior H.M. classico di scuola statunitense.

With bands like Crying Steel, the greatest risk for the metalguys of my generation, and 'to expire too much in as we were, recalling the pioneering days of Heavy metal and eruption of the first mini Lp on Metal Eye or even the emotion tested while listening to On the prowl, tangible demonstration of how the Italian answer to Judas Priest had been able to honor such a challenging and rewarding title without abuse, introducing in its steel alloy chrome melodic sound fascinating. The come-back in 2007, the original lineup, very good, however, showed an obvious danger that, but even if today the Band are slightly different in the actual (Luca Bonzagni and Alberto Simonini are no longer 'of the game, and this, regardless of 'imminent artistic evaluation of substitutes, and' one regret for all the die-hard fans of the band), the double-edged sword effect nostalgia and 'always lurking. Be too critical because of a past so 'brave or, conversely, prove exceedingly kind to those who have been able to accompany you so' properly in your growth metal, then, are the attitudes that I tried to avoid primarily in the analysis of this Time stands steel and in the light of this reasoning awareness, I can only say that blow! Run-in by effective activity 'live, the new Crying Steel comply fully with their historical role as protagonists of the Italian way of heavy metal, displaying a perfect cohesion with grafts Magagni and Palmonari, both called for a looming tutt 'anything but easy. If the first guarantees provided thanks to the important curriculum, and 'especially the performance of the second surprise: the lungs and records timbre of our personality with pay homage to the masters dell'Acate productive Halford and Tate, it adapts equally well to the efficient sounds' of melodic metal extraction California, just the same way as in the glorious Bonzagni On the prowl. In this way, the book is a delight for fans of Judas Priest, (early) Queensryche, Saxon, Accept, Dokken, recalling altresi 'the unforgettable art of the fabulous Malice, a rare case of a successful partnership between charisma and devotion. With music reference revivalist and very often just as mannerist, even the cliche 'Defender of the inspiration and self-indulgent (and unabashedly Priest-ish) Crying Steel (with a cameo appreciated the legendary guitar Simonini, in a song that wants to be a hymn all'integerrima irreducible and history of the metal italics) exhibit class and distinction, along with a shot is not indifferent, while in Shutdown Stefano disguises himself as James Neal, seconded by his teammates to ratify the legitimate possession of the famous Los Angeles-license to kill , which Lookin '@, Rockin' train, Starline and nell'adescante Beverly kills turns into an equally fearsome pass to the Olympus Anglo-Teutonic the industry, including roaring riffs, rhythms and powerful vocals and propulsive anthem. Heavens of rock (dedicated to the memory of Steve Lee) and the way terremotanti Metal and Black eve plow twitching and scratching territories class-metal, and the last notes about the spend on the scenic Riding of harmonic construction and the impact of No briefs, in which you feel more 'clearly the influence of the best HM classic U.S. school.

 

Entrate Parallele.it  (Italian Metal Legends 2012)

Sono quasi le 22.00 quando i mitici CRYING STEEL si impossessano della ribalta: sappiamo bene cosa aspettarci dai leoni felsinei, ossia tonnellate e tonnellate di energia compresse nel loro grande heavy metal, ricetta letale di uno show esplosivo! Il feeling nella band e' ormai totale e i Nostri danno vita ad uno spettacolo per le orecchie e per gli occhi, grazie ad ottimi pezzi e ad una presenza scenica di prim'ordine, con il chitarrista Franco Nipoti tarantolato ed il vocalist Stefano Palmonari padrone del palco. Divertimento, coinvolgimento e fiammeggiante metallo vengono riversati sul pubblico attraverso una devastante tripletta iniziale composta da "Kill Them All", "Over My Sins" e dalla splendida Raptor. Il primo sguardo al passato ci porta fino al cospetto di On The Prowl, primo album dei Bolognesi da cui viene estratta la mitologica No One's Crying : gioia alle stelle per il sottoscritto, peccato che proprio all'inizio il brano venga macchiato da un'improvvisa sparizione della voce di Stefano, a cui si iniettano rapidamente gli occhi di sangue... Il problema viene risolto e possiamo goderci il resto della canzone. Come al solito, i Nostri non si risparmiano ed arrivano, in ordine sparso, la possente Next Time Don't Lie, Let It Down, Night Owl e la veloce Hands High, ma c'e' spazio anche per la nuova Defender e per una succulenta anteprima dal nuovo album con la vigorosa ShutDown. Non mancano inoltre Running Like A Wolf e la conclusiva e superclassica Thundergods. Concluso il concerto, la band torna sul palco a ricevere gli ultimi applausi con tanto di bandiera italiana. Sudore, passione, tanta classe e pezzi di gran qualita' valgono ai Crying Steel la consueta ed entusiastica promozione a pieni voti: grandissimi come sempre! Ora ragazzi, fate uscire il nuovo album.. ne sentiamo la necessita'!

It's almost 22:00 pm when the legendary CRYING STEEL took possession of the limelight: we know what to expect from the lions, that tons and tons of energy tablets in their great heavy metal, prescription of a lethal explosive show! The feeling in the band was complete and Our create a show for the ears and eyes, thanks to very good pieces and stage presence of the first order, with guitarist Franco Nipoti and vocalist Stefano Palmonari master of the stage . Fun, involvement and flaming metal are repaid to the public through a devastating initial triplet composed of "Kill Them All", "Over My Sins" and the beautiful "Raptor". The first look at the past leads us to the presence of "On The Prowl", the first album of Bologna from which is extracted the mythological "No One's Crying" joy to the stars for myself, shame at the very beginning the song is stained by a sudden disappearance of the voice of Stefano, who are injected eyes quickly blood ... The problem is solved and we can enjoy the rest of the song. As usual, do not save us and arrive in random order, the mighty "Next Time Do not Lie", "Let It Down", "Night Owl" and fast "Hands High", but there is room for the new "Defender" and a juicy preview of the new album with the vigorous "Shut Down". There are also "Running Like A Wolf" and the closing "Thundergods." Concluded the concert, the band returned to the stage to receive the latest applause with a lot of the Italian flag. Sweat, passion, a lot of class and pieces of great quality are worth to the usual Crying Steel and enthusiastic promotion marks: great as always! Now boys, let out the new album .. I feel the need!

 

True Metal.it  (Italian Metal Legends 2012)

Se nell area di Boscaccio di Bereguardo ci fosse stato qualcuno li per caso che non avesse avuto idea di cosa fosse l' heavy metal bastava che si accomodasse fra la gente che ha assistito al concerto dei Crying Steel. I Bolognesi hanno spaccato di brutto, per davvero, fornendo un' ora buona di acciaio Made In Italy con i controcolleoni, da paura. Il cantante Stefano Palmonari e' oggi a livelli impressionanti, a pieno agio con l'ingombrante passato marchiato Crying Steel. Stesso discorso per Max Magagni, alla seconda chitarra. Raptor, Kill Them All, No One's Crying scorrono senza lasciare prigionieri, la nuova Defender e la nuovissima Shut Down confermano che l'appellativo di Judas Priest italiani con il quale venivano inquadrati negli anni Ottanta non era buttato li a caso. Chiusura affidata all'inno Thundergods, come da copione. Il prossimo capitolo discografico della premiata ditta Franchini, Nipoti e Ferri si prevede che vedra'; la luce prima della fine dell' anno, orecchie dritte, quindi.

If in the area of Boscaccio Bereguardo there was someone there for if he had not had any idea what was the 'heavy metal enough that accomodasse among the people who attended the concert Crying Steel. The Bolognese have split bad, really, providing a 'good hour steel Made in Italy with controcolleoni from fear. The singer Stefano Palmonari and 'today at impressive levels, fully comfortable with the cumbersome past marked Crying Steel. The same goes for Max Magagni, on second guitar. Raptor, Kill Them All, No One's Crying run without leaving prisoners, the new Defender and the new Shut Down confirm that the name Judas Priest Italian with which they were framed in the eighties was not thrown them at random. Closing hymn entrusted Thundergods, as expected. The next chapter in the award-winning recording company Franchini, Nipoti and Ferri is expected to see the light before the end of the year, erect ears, then!

 

Metallus.it  (Italian Metal Legends 2012)

Anche per i Crying Steel e' tempo di rinnovare il proprio repertorio, in vista di un successore di  The Steel Is Back! , ormai chiesto a gran voce da chi sta seguendo il nuovo corso della band Bolognese. Per questo, oltre a  Defender , brano ancora da incidere su disco ma gia' sentito in altre occasioni, i Crying Steel propongono  ShutDown, un brano alla sua prima esecuzione in assoluto, molto piu' melodico rispetto al genere consueto della band, ma riuscito cosi' bene che gia' a meta' pezzo e' possibile vedere qualche fan ripetere il ritornello senza indecisioni. Oltre a questa accoglienza trionfale, si lascia ampio spazio ai brani piu' recenti, con alcune vecchie glorie, tra cui No One's Crying e Thundergods (con tanto di bandiera italiana spianata a fine concerto), a fare da ponte ideale tra passato e presente

Even for Crying Steel and 'time to renew their repertoire, with a view to a successor to "The Steel Is Back!", Now clamored for by those who are following the new direction of the Band. In addition to "Defender", a song yet to be engraved on disc but already 'heard on other occasions, the Crying Steel offer "Shut Down", a song on his first run ever, much more' melodic than the usual kind of band, but managed so 'good already' in the middle 'part and' can see some fans repeat the refrain without hesitation. In addition to this triumphal welcome, it leaves plenty of room for songs more 'recent, with some old favorites, including "No One's Crying" and "Thundergods" (with an Italian flag esplanade at the end of the concert), to act as a bridge between past and present

 

True Metal.it  (Rock Night Festival 2011-Bolzano)

...Lo stage viene prontamente messo a ferro e fuoco dai veterani CRYING STEEL che hanno regalato ai presenti uno show intenso e adrenalinico. La colata di metallo inizia con l'opener Kill Them All che delinea in fretta, forma e intenti e poi prosegue senza sosta, con  le rocciose Over My Sins e Raptor. La diretta No One's Crying e la martellante Let It Down sono pesanti mazzate che stordiscono, complice la travolgente sezione ritmica dei navigati Ferri/Franchini. Il tuffo nel passato piu' lontano giunge con Hero eRunnin' Like A Wolf che, oltre ad essere una lezione di storia, sono piacevoli colpi al cuore che procurano svariati brividi sotto pelle. Preciso e tagliente il guitar-work della coppia Nipoti/Magagni come brillante e' la prestazione del nuovo vocalist Stefano Palmonariche prende di petto la situazione, aggiungendo ulteriore carica e grinta. La nuova Defender e' un toccasana per i cuori metallici dei presenti, che pulsano intensamente quando la band tributa il compianto Eric Carr con una rocciosa versione di Lick It Up (estratta dal cd tributo italiano I'm A Legend Tonight, a cura di Bologna Rock City). Il finale e' targato Thundergods, un altro indimenticabile classico capace di far tremare i muri e congedarsi cosi' tra il tripudio generale, cedendo il posto ai padroni di casa.

...The stage is set on fire by CRYING STEEL who gave those present an intense and fast-paced show. The metal casting begins with the opener "Kill Them All" which sets quickly, form and intent, and then continues unabated, with the rock "Over My Sins" and "Raptor". The direct "No One's Crying" and the pounding "Let It Down" are heavy blows that stun, thanks to the overwhelming rhythm section navigated Ferri / Franchini. The farthest reaches back in time with "Hero" and "Runnin 'Like A Wolf" which, besides being a history lesson, they are nice shots to the heart that gave several shudders under the skin. Precise and sharp guitar-work of the couple Nipoti / Magagni as a brilliant performance is the new vocalist Stefano Palmonari that takes the situation head on, adding additional load and grit. The new "Defender" is a cure for the hearts of these metals, which pulsate strongly when the band pays the late Eric Carr with a rock version of "Lick It Up" (extracted from the Italian tribute cd "I'm A Legend Tonight" , edited by Bologna Rock City). The finish is labeled "Thundergods", another unforgettable classic that can shake the walls and so farewell between the general rejoicing, giving way to the hosts.

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